La laurea ad honorem a Saverio Strati


Caro Matteo,



in merito alla questione, sollevata in questi giorni sul “Il Quotidiano”, relativa alla concessione dei benefici della cosiddetta legge Bacchelli a Saverio Strati, mi fa piacere comunicare che il Dipartimento di Filologia dell’Unical ha già avviato, da molto tempo, la procedura necessaria a conferire a Saverio Strati la “Laurea magistrale ad honorem”. Presto la proposta giungerà in Facoltà e potrà avviarsi ad essere realizzata. Credo che con questa iniziativa l’Università tenga fede alla sua missione originaria cui non era estranea la valorizzazione del patrimonio culturale calabrese in un contesto di dialogo con il mondo degli studi europei e internazionali. Accanto all’iniziativa per Strati, infatti, altre iniziative, diverse dal conferimento di lauree ad honorem, sono in corso presso il Dipartimento di Filologia rivolte verso importanti letterati calabresi come Lorenzo Calogero e Mario La Cava.

Fin qui l’attività accademica. Come studioso e come intellettuale manifesto la mia soddisfazione e il mio “piacere” per il fatto che il giornale abbia “ripreso” (grazie all’interessamento di Vincenzo Ziccarelli e con un articolo di Franco Dionisalvi) ad occuparsi, in maniera seria e concreta, di Saverio Strati. Dico “ripreso” perché vale la pena ricordare che siamo stati noi ad occuparci di Strati sulle pagine del giornale in occasione del suo ottantesimo compleanno. Per conto mio ho fatto quanto nelle mie possibilità perché il più grande scrittore calabrese vivente venisse non solo ricordato, ma anche riconosciuto e ripensato come un autore fondamentale per comprendere la storia e l’antropologia della nostra regione, a cui egli ha dato, attraverso la scrittura, voce lettararia in un contesto nazionale ed europeo. Ogni anno inserisco uno o più romanzi dello scrittore nei corsi di Etnologia, ma i libri sono praticamente introvabili e gli studenti debbono ricorrere necessariamente alle fotocopie. La Mondadori, che pubblica “di tutto e di più”, ha pensato bene di non ripubblicare i libri di uno scrittore tradotto all’estero, in Francia e in Germania, in Inghilterra e negli Stati Uniti, amato da generazioni di italiani e calabresi, vincitore di numerosi e importanti premi tra cui il Supercampiello. Strati, uomo schivo, appartato, orgoglioso, lontano da salotti, dalle effimere mode letterarie, negli ultimi decenni è accompagnato da una sorta di marginalizzazione ad opera di superficiali critici letterari, sempre innamorati dei “grandissimi” scrittori in auge, funzionali al grande supermarket dell’editoria.

Ci saranno altre occasioni per parlare della narrativa di Strati, dei suoi celebri racconti e romanzi, del suo linguaggio innovativo, della sua scrittura densamente antropologica, della sua capacità di narrare la grande trasformazione conosciuta dalla Calabria negli anni cinquanta-settanta del Novecento. Avremo modo di “rileggere” ancora le sue storie che appartengono ad un contesto letterario alto, all’intero universo meridionale e mediterraneo. Con questa lettera mi permetto di suggerire al giornale, da te diretto, di promuovere una raccolta di adesioni per sollecitare l’approvazione della legge Bacchelli a favore dello scrittore.

Dovremmo uscire, “noi calabresi”, dal vezzo di ignorare i nostri grandi e illustri autori in vita per poi celebrarli (magari male e retoricamente) quando sono scomparsi. Non facciamo altro che parlare di risorse identitarie e poi dimentichiamo quegli autori di rilevanza “nazionale” ed europea che ci consegnano un’identità ampia, plurale, dinamica della regione, colta nei suoi splendori e anche nei suoi limiti. Propongo, infine, alla Giunta Regionale di farsi promotrice di iniziative, alte e qualificate, volte alla diffusione e alla valorizzazione delle opere di Strati. Sarebbe un bel segnale se una delegazione della Regione si recasse in visita di cortesia e di ringraziamento presso la sua abitazione in Toscana, e decidesse assieme a lui adeguate iniziative culturali ed editoriali con finalità concrete. Si potrebbe, ad esempio, proporre la pubblicazione, concordando con lui tempi e modalità, di un’opera inedita. Ho avuto modo, nel corso di incontri istituzionali (tendenti alla promozione degli scrittori calabresi) di parlare di queste iniziative a Domenico Cersosimo, vicepresidente della Giunta Regionale, ed ho ricevuto grande attenzione e ampia disponibilità. E’ necessario diventare operativi e non perdere più tempo. Strati è autore che va letto in tutte le scuole calabresi e non solo. I beni culturali non sono soltanto quelli materiali, ma anche quelli materiali e simbolici. Strati è un “bene” identitario da “riconoscere” se vogliamo davvero che la nostra regione riscopri, rinnovi e inventi una vocazione mediterranea ed europea.

Vito Teti
Direttore Dipartimento di Filologia dell’Unical