Aversa. Martedì 4 febbraio 2014 ore 18.30. “Maledetto sud”

La Libreria Quarto Stato
presenta
Vito Teti
“Maledetto sud”
Einaudi Editore
Martedì 4 febbraio 2014 ore 18.30


Intervengono:

  • Vito Teti l'autore (Antropologo docente Università della Calabria)
  • Ciro Tarantino (Docente Università della Calabria)
  • Ciro Pizzo (Docente Suor Orsola Benincasa)
  • Annalisa Rascato (Suor Orsola Benincasa)


Libreria “Quarto Stato” 
Via Magenta, 78/80 Aversa
per info 081/5038732

Spetta a noi combattere il male

Vito Teti

Un bambino di un anno o forse due sorride, con la sua bocca ancora senza tutti i dentini, sorride con gli occhi e con le sue manine, sorride con la posa dei suoi piedi al fotografo che lo ritrae ai piedi di un albero di Natale. La fine di ogni persona, anche se viene in tenera età, ti porta a leggerne, forse, a posteriori, i gesti, le immagini, i comportamenti dell'esistenza precedente. Il piccolo Nicola sembra, col suo sorriso alla vita e alla gioia, voglia scongiurare, implorare, allontanare la mano degli assassini che, invece, lo uccideranno a tre anni, sparandogli alla nuca e poi bruciandolo vivo in una macchina assieme allo zio e una sua compagna, in una delle tante e ricorrenti guerre tra famiglie di ’ndrangheta. Non è servito il suo sorriso, non sono serviti forse i suoi occhi terrorizzati e piangenti, le lacrime e le urla, che con dolore possiamo immaginare, a intenerire i suoi assassini, a fare loro scoprire un briciolo di residua umanità per risparmiare un bambino che invece era condannato fin dalla nascita. Di fronte a questo orrore, a questo banale e gratuito trionfo dal male, al tornare, in forma diversa, ma non meno inquietante, la barbarie che brucia e riduce a scheletri i corpicini dei bambini, diventi piccino e silenzioso, tanto è difficile trovare le parole dell’angoscia e del senso di impotenza. 

Satriano, presentato il libro di Vito Teti “Maledetto Sud”

SATRIANO - La Sala consiliare del comune diSatriano ha accolto sabato pomeriggio la presentazione del libro del Prof. Vito Teti, ordinario di Etnologia all'Università della Calabria,
"Maledetto Sud". Un grande libro nel suo contenuto, che racconta il problema del Sud e dell'etichettatura che spesso si è data al meridione nel corso degli anni. Ad intervenire durante la serata, oltre ai cittadini presenti, anche l'On. Pino Soriero e il sindaco diSatriano, Michele Drosi, il quale ha focalizzato i punti chiave del libro quali il sudiciume, in quanto il sud era visto come sporco, sudicio, e sarà poi l'autore del libro a spiegare che dietro tale giudizio non c'era il riferimento all'igiene e alla sporcizia, ma all'arretratezza, alla selvatichezza. "Non erano i piemontesi infatti, - afferma Teti - a guardarci e a chiamarci sudici ma, era l'atteggiamento anticalabrese, antimeridionale, il pessimismo, e il carattere melanconico che caratterizzava ogni calabrese sin dal 500'." Il "Maledetto Sud" ha tutta la sua forza metaforica e ambigua perché la maledizione è la tendenza della Calabria all'autodistruzione. È un grido di amore e di dolore.


"Come si sa, è sempre facile parlare di Calabria, mettendo in risalto sempre le cose negative,
ma quello che è più difficile - afferma Soriero - è parlare dalla Calabria. Uno dei limiti della storia del Mezzogiorno, ancora oggi è una involuzione della storia della Calabria."

"Voglio uscire dal ricatto di sentirmi meridionale" - scrive Teti quasi come provocazione -, perché non si sente parte del 'noi Calabria' inteso come 'Ndrangheta e mala politica, ma parte di quella Calabria che è aperta al mondo. E durante la serata, durante l'intervento dei presenti, si avverte l'esigenza di una scatto di orgoglio, di uno scossone alla pigrizia, come esigenza di cambiamento, come ricerca di confronto con gli intellettuali, con la politica per iniziare a dare un segnale positivo. "Questo segnale però, lo si potrà dare quando s'inizierà a fare i conti con la nostra storia, con la storia negativa - afferma Teti - con le ombre che non sono fuori ma dentro di noi. Solo in questo modo possiamo proporre un progetto nuovo per la nostra terra." Una Calabria che, anche lui, da giovane, pensava di vedere cambiare nel corso degli anni, ma che "in realtà si è fatto tanto - dice - ma più si è fatto e più si è tornato indietro. È come se ci trovassimo davanti ad una Calabria che scende al mare ma che nello stesso tempo si allontana."


Maria Teresa Battaglia

Satriano, il 25 gennaio presentazione del libro "Maledetto Sud"


Sabato 25 gennaio, alle ore 17, presso la sala Consiliare del Comune verrà presentato l'ultimo libro di Vito Teti, "Maledetto Sud".
All'incontro, oltre all'autore prenderanno parte, il Sindaco, Michele Drosi e il componente del Comitato di presidenza dello SVIMEZ, Pino Soriero.
Questa iniziativa si inserisce nella rassegna promossa dall'Amministrazione Comunale "i Sabati letterari" che si svilupperà fino alla prossima primavera. Con questo volume,Vito Teti, pone la necessità di smontare i luoghi comuni dei pregiudizi che seguono il Sud e le immagini di un mondo complesso che spesso si rovesciano se ricostruite attraverso uno sguardo storico antropologico e letterario.

Catanzaro: Il 24 gennaio Vito Teti presenta, “Maledetto Sud”

Catanzaro - Venerdì 24 alle 18:30, in una libreria di Catanzaro, il professor Vito Teti presenterà “Maledetto Sud” di Einaudi editore. L'autore ne discuterà con Filippo Veltri. “Maledetto Sud” parla di sudici, oziosi, malavitosi, briganti, mafiosi. In quanti modi sono stati chiamati gli abitanti del Sud? Attraverso storie vissute, narrazioni letterarie e riflessioni antropologiche possiamo smontare i principali luoghi comuni sulla “razza maledetta”. Vito Teti è ordinario di Etnologia presso l'Università della Calabria, dove dirige il Centro di Antropologie e Letterature del Mediterraneo.

Amore e indignazione nell'antropologia "narrata" di Vito Teti


Di Enzo Stranieri - L'Ora della Calabria del 7 gennaio 2014

LE CONFRATERNITE DEL VIBONESE:BREVE RICERCA.

Gli ambienti privilegiati per questa mia ricerca sono stati, ovviamente, gli archivi storici delle diocesi. Sebbene ho attinto in prima persona sui documenti relativi alle varie visite pastorali e sulle Relationi ad limina Apostolorum( su gentile concessione di esimi colleghi storici che ringrazio vivamente per la fiducia datami malgrado la mia giovane età).


Facendo fioccare con maestria documenti interessanti seguendo altre piste, tuttavia, sotto l’aspetto bibliografico risulta essere limitato e frammentario essendo la quantità e la qualità dei documenti carente a conti fatti il lavoro finito risulta essere di una fatica notevole, poche perciò le carte scampate alla trafugazione di amatori senza scrupoli .

Lo studio della vita confraternale si deve condurre su documenti, e questi sono molti e di laboriosa consultazione.

Benedetto sud oltre i pregiudizi


Vito Teti, ordinario di Etnologia e direttore del Centro di Antropologie e Letterature del Mediterraneo dell’Università della Calabria, è un difensore appassionato del suo Sud. Però non fa sconti a nessuno, nemmeno ai meridionali. 

Chissà se a Vito Teti piacerebbe la definizione «antropologia struggente» per indicare il piglio con cui affronta il saggio Maledetto Sud appena edito da Einaudi. È un aureo libretto che scardina, destrutturandoli per spiegarne la malevole e ingenerosa origine, i più brutti luoghi comuni sul Sud. Stereotipi pericolosi che, da un lato, suscitano negli stessi meridionali vittimismo e rassegnazione, dall’altro alimentano ancora forme di razzismo e di esclusione, nonostante siano passati più di 150 anni dall’Unità. 

Unomattina caffè del 06/01/2014

L'intervento inizia a circa 11.30 minuti

Sudici a chi? Colloquio con Vito Teti

L'università come parcheggio, la politica trent'anni dopo, il pentimento di essere rimasti. Parla l'autore di “Maledetto Sud”

RENDE Ci sono libri che sono «come la spada di Carlo Magno»: lunghi e piatti. La celebre definizione di Voltaire è quanto di più distante dal nuovo saggio di Vito Teti, “Maledetto Sud” (Einaudi). Non che la lama manchi, già dal titolo: è un coltello a metà tra scavino e spelucchino, insomma piccolo e impertinente ma doloroso quello che l'antropologo prima brandisce e poi immerge nel corpaccione informe della cosiddetta opinione pubblica per de-costruirla – o depezzarla, appunto – in poco più di 100 pagine. Senza mai ricorrere alla retorica meridionalista a priori – arma altrettanto contundente – ancora in voga in molta pubblicistica “terroniana” gemmata a cavallo del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Teti non è un opinionista da talk show e dunque, da studioso, analizza, commenta, deduce, sintetizza ma non parte mai da assunti o dogmi. Semmai li confuta.