Satriano, presentato il libro di Vito Teti “Maledetto Sud”

SATRIANO - La Sala consiliare del comune diSatriano ha accolto sabato pomeriggio la presentazione del libro del Prof. Vito Teti, ordinario di Etnologia all'Università della Calabria,
"Maledetto Sud". Un grande libro nel suo contenuto, che racconta il problema del Sud e dell'etichettatura che spesso si è data al meridione nel corso degli anni. Ad intervenire durante la serata, oltre ai cittadini presenti, anche l'On. Pino Soriero e il sindaco diSatriano, Michele Drosi, il quale ha focalizzato i punti chiave del libro quali il sudiciume, in quanto il sud era visto come sporco, sudicio, e sarà poi l'autore del libro a spiegare che dietro tale giudizio non c'era il riferimento all'igiene e alla sporcizia, ma all'arretratezza, alla selvatichezza. "Non erano i piemontesi infatti, - afferma Teti - a guardarci e a chiamarci sudici ma, era l'atteggiamento anticalabrese, antimeridionale, il pessimismo, e il carattere melanconico che caratterizzava ogni calabrese sin dal 500'." Il "Maledetto Sud" ha tutta la sua forza metaforica e ambigua perché la maledizione è la tendenza della Calabria all'autodistruzione. È un grido di amore e di dolore.


"Come si sa, è sempre facile parlare di Calabria, mettendo in risalto sempre le cose negative,
ma quello che è più difficile - afferma Soriero - è parlare dalla Calabria. Uno dei limiti della storia del Mezzogiorno, ancora oggi è una involuzione della storia della Calabria."

"Voglio uscire dal ricatto di sentirmi meridionale" - scrive Teti quasi come provocazione -, perché non si sente parte del 'noi Calabria' inteso come 'Ndrangheta e mala politica, ma parte di quella Calabria che è aperta al mondo. E durante la serata, durante l'intervento dei presenti, si avverte l'esigenza di una scatto di orgoglio, di uno scossone alla pigrizia, come esigenza di cambiamento, come ricerca di confronto con gli intellettuali, con la politica per iniziare a dare un segnale positivo. "Questo segnale però, lo si potrà dare quando s'inizierà a fare i conti con la nostra storia, con la storia negativa - afferma Teti - con le ombre che non sono fuori ma dentro di noi. Solo in questo modo possiamo proporre un progetto nuovo per la nostra terra." Una Calabria che, anche lui, da giovane, pensava di vedere cambiare nel corso degli anni, ma che "in realtà si è fatto tanto - dice - ma più si è fatto e più si è tornato indietro. È come se ci trovassimo davanti ad una Calabria che scende al mare ma che nello stesso tempo si allontana."


Maria Teresa Battaglia