Presentazione Maledetto Sud - Giovedì 24 aprile ore 18.00, Sistema Bibliotecario Vibonese



Per la rassegna
PrimaVera Cultura
Giovedì 24 aprile ore 18.00 al Sistema Bibliotecario Vibonese 
Maledetto Sud di Vito Teti

Intervengono:
Vito Teti
Caterina Scolieri 
Reading di Alberto Micelotta 
Musiche di Giuliano Macrì




La Pasqua Calabrese - Vito Teti a Geo su Rai3 - Seconda parte

La Pasqua Calabrese - Vito Teti a Geo su Rai3 - Prima parte

Vito Teti a Geo - Mercoledì 16 aprile su Rai 3 dalle 15.50

Mercoledì 16 Aprile dalle ore 15.50, Vito Teti parteciperà alla trasmissione televisiva, in onda su Rai3, condotta da Sveva Sagramola.

Addio Strati, ultimo cantore della Calabria.

Con Saverio Strati se ne va uno di quei calabresi la cui opera, parafrasando Corrado Alvaro, è uscita dai confini locali e regionali per dare un apporto significativo alla cultura nazionale ed Europea. Con Saverio Strati si congeda una Calabria vera e scarna, sobria e colta, profonda e melanconica, fatta di fatica e di passione civile, di voglia di riscatto e di vicinanza al mondo degli “umili”. La sensazione di maggiore solitudine che mi avvolge è amplificata dalla quasi contemporanea scomparsa di altri due prestigiosi intellettuali della regione a lui profondamente legati: Pasquino Crupi, che era stato il primo a scrivere una monografia sulla letteratura d’invenzione sociale del primo Strati, e Vincenzo Ziccarelli, grande amico dello scrittore, e che si era occupato di lui, di recente, su questo giornale, che con il direttore Matteo Cosenza ha fatto una campagna per sottrarre Strati all’oblio, facendogli ottenere il benificio delle legge Bacchelli. 

La Calabria difficile di Saverio Strati. Se n’è andato l’autore di La Teda. Aveva ottenuto il sostegno «Bacchelli»

Saverio Strati se n’è andato in silenzio, come in silenzio aveva vissuto negli ultimi decenni della sua esistenza. Un alone di mistero e di discrezione, infatti, avvolgeva da tempo la sua vita privata e intellettuale. Dopo il rifiuto della Mondadori di pubblicare nel 1991 un suo lavoro già in bozze, Melina, e un romanzo, Tutta una vita, rimasto poi inedito, lo scrittore calabrese si era rinchiuso, lontano dalla scena editoriale e pubblica, nel suo modesto appartamento di Scandicci, dove abitava con la moglie svizzera Hildegard. Nato in una famiglia povera il 16 agosto del 1924 a Sant’Agata del Bianco, Strati era stato costretto a lasciare la scuola e a lavorare nei campi assieme al padre per guadagnarsi da vivere. Nel 1945 conseguiva con grandissimi sacrifici la maturità classica. Poi l’iscrizione alla Facoltà di lettere di Messina e l’incontro con il grande critico Giacomo Debenedetti che lo lanciò da Mondadori. Seguirono i romanzi, tra cui vanno almeno ricordati La Teda (1957), Tibi e Tascia (premio Vaillon 1960), Noi Lazzaroni (Premio Napoli 1972), Il selvaggio di Santa Venere (Supercampiello 1977).

Archivio delle Culture Mediterranee – “Il paesaggio delle culture alimentari del Mediterraneo”, Paestum (SA) , 18 Settembre, 1998

Nella prima edizione del Mediterraneo Video Festival fu organizzato un importantissimo convegno a Paestum (Sa) dal titolo “ Il paesaggio delle culture alimentari del Mediterraneo” in quel caso il focus era sul paesaggio del Cilento, su indicazione del Prof. Massimo Cresta, l’allora direttore del Dipartimento di Biologia della Sapienza . Al convegno parteciparono l’allora presidente del Parco Nazionale del Cilento Vincenzo La Valva, Il prof. Vito Teti dell’ Università della Calabria, Virgilio Tosi, regista e divulgatore scientifico italiano. Il convegno si propose di fare un riflessione comune sulla dieta mediterranea e sullo stile alimentare delle popolazioni che vivono nei paesi mediterranei, a partire dagli studi che da oltre cinquantanni si svolgono nel Cilento. 

LE TRE BATTAGLIE: PATRIMONIO ARTISTICO, PAESAGGIO, AMBIENTE

5 Aprile 2014
ore 9.30- 17.00
Fondazione Pini, C.so Garibaldi 2 - Milano



Ritorno é la parola chiave del lavoro della nostra Rete Il Paese che non c'é. 
Ritorno a che cosa? 
Al Paese che non c'é più, dei tanti paesi in abbandono e in progressivo spopolamento.
Al Paese senza tutela del patrimonio storico artistico più importante del mondo.
Al Paese che rischia di scomparire con un ambiente degradato dalla cementificazione e dall'abusivismo.
Tre battaglie che, incrociando diverse competenze, si riunificano in un'unica battaglia. Nel confronto diretto e operativo con amministratori, associazioni, gruppi impegnati sul territorio per avviare un documento programmatico condiviso.


L’occasione dell’incontro è data dal libro "Un patrimonio artistico senza" (Skira 2013) di Bruno Zanardi, tra i maggiori esperti oggi in Italia in tema di conservazione e restauro. Un libro al cui centro si è posta la sempre più urgente necessità di varare politiche di tutela nuove e efficaci: finalmente mirate a considerare il patrimonio storico e artistico come una totalità indisgiungibile dalla totalità dell’ambiente in cui quello stesso patrimonio storico e artistico è andato infinitamente sedimentandosi in millenni. Del resto l’inseparabile rapporto con l’ambiente è caratteristica unica al mondo del patrimonio storico e artistico italiano.