Roseto degli Abruzzi: i vincitori del premio 'Città delle Rose' 2014

Tra gli autori italiani trionfa Paolo Mieli, tra gli stranieri Jean-Michel Besnier. Per le tematiche giovanili la terna dei finalisti prevede Costantino D’Orazio, Vito Teti e Armando Torno. Tra gli abruzzesi il pescarese Giulio Rapposelli e la teramana Annacarla Valeriano.


Sono stati presentati nella Sala Giunta del Comune, alla presenza del primo cittadino, Enio Pavone, e del vice-sindaco ed assessore alla cultura ed agli eventi, Maristella Urbini i vincitori della 12° Edizione del Premio di Saggistica “Città delle Rose”, appuntamento riservato, come da tradizione, a volumi di autori italiani e stranieri che siano dedicati ad illustrare la condizione dell’uomo contemporaneo, così come si riflette nelle diverse discipline (letteratura, scienze umane e sociali).

“Il Premio di Saggistica “Città delle Rose” si conferma, ancora una volta, uno degli eventi culturali di maggiore importanza per il nostro territorio, ma non solo, visto l’eco che continua ad avere a livello nazionale e considerata la presenza di tanti autori e case editrici di primo livello” sottolinea il sindaco, Enio Pavone. “La nostra Amministrazione porta avanti questa manifestazione con grande difficoltà, considerato il momento che il Paese sta vivendo, ma fortemente convinta dell’importanza della cultura, e più segnatamente di certi eventi, per la crescita e la promozione del territorio”. A tal proposito il primo cittadino ha voluto ringraziare la Giuria tecnica, composta da importanti personalità del mondo culturale italiani, la dottoressa Gabriella Lasca, che ha ideato il premio, e tutta la squadra che assieme all’assessore alla cultura Urbini rende possibile questo premio.

La Giuria tecnica, presieduta da Vincenzo Cappelletti, e composta dal sindaco di Roseto degli Abruzzi, Enio Pavone, dal vice-sindaco e assessore alla cultura ed al turismo, Maristella Urbini, da Daniele Cavicchia (Segretario organizzatore), Franco Ferrarotti, Dante Marianacci, Renato Minore, Aldo Forbice, Franco Di Bonaventura (membro onorario) ed Alessio Palmarini (utente Biblioteca Civica), ha designato i seguenti vincitori:

- Per la sezione Autori italiani: lo storico e giornalista di fama internazionale Paolo Mieli per il volume “I conti con la storia” (Rizzoli, 2013);

- Per la sezione Autori stranieri: Jean-Michel Besnier, docente alla “Sorbona” di Parigi ed esperto di nuove tecnologie, che studia soprattutto rispetto al loro impatto sulla società contemporanea, per il libro “L’uomo semplificato” (Vita e Pensiero, 2013);

- Per la sezione Tematiche giovanili intitolata a “Micol Cavicchia”, la terna dei finalisti è composta dallo storico dell’arte Costantino D’Orazio con il suo “Caravaggio segreto” (Sperling & Kupfer, 2013); dall’etnologo ed antropologo Vito Teti con “Maledetto Sud” (Einaudi, 2013); e dall’editorialista del “Corriere della Sera” Armando Torno per il suo “Elogio delle illusioni” (Bompiani, 2013).

Doppia nomination per la menzione speciale come miglior Autore Abruzzese per lo psicoterapeuta e scrittore pescarese Giulio Rapposelli e la sua “Indagine sul sogno” (Robin, 2013) e la teramana Annacarla Valeriano, ricercatrice di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Teramo per “Ammalò di testa. Storie del manicomio di Teramo (1880-1931)”( Donzelli 2014).

“Si tratta di un evento che ha visto, negli ultimi anni, una crescita esponenziale a livello di pubblico, di critica e di attenzione, anche a livello nazionale, come testimonia la presenza in concorso di 35 prestigiose case editrici e ben 73 volumi, pervenuti da importanti autori italiani e stranieri” conferma il vice-sindaco ed assessore alla cultura ed al turismo, Maristella Urbini. “Anche quest’anno la selezione per la nostra Giuria tecnica è stata dura e difficile, considerata la presenza di tanti ottimi lavori, ma questo non fa che aumentare la soddisfazione per l’ottimo prodotto finale che andremo a presentare alla città”. Nel concludere il suo intervento l’assessore Urbini ha voluto ribadire il forte impegno dell’Amministrazione Pavone a far crescere sempre più questo Premio lettarario.

La cerimonia finale dell’edizione 2014 del Premio di Saggistica “Città delle Rose” si terrà, come già anticipato, sabato 31 maggio con un doppio appuntamento. La mattina, a partire dalle ore 9:30 presso il Palazzo del Mare, la terna dei finalisti della sezione Tematiche giovanili, intitolata a “Micol Cavicchia”, incontrerà la Giuria dei giovani, formata da 30 ragazzi rosetani scelti tra gli utenti della biblioteca comunale e tra gli studenti del Liceo “Saffo” e dell’Istituto “Moretti”. Saranno loro, al termine di un dibattito, a decidere il vincitore finale della sezione tra i tre prescelti. La cerimonia finale si terrà poi nel pomeriggio, a partire dalle ore 17:30, nella storica location della Villa Comunale dove verranno premiati, uno ad uno, tutti i vincitori delle varie sezioni.

Ricordiamo che nella passata edizione il Premio ha visto trionfare Emilio Gentile tra gli Autori Italiani e Michail Chodorkovskji tra gli Autori Stranieri, mentre Marco Ansaldo è stato il super-premiato per le Tematiche giovanili. Tra gli autori abruzzesi a trionfare è stata invece Daniela Quieti.


SCHEDE TECNICHE DEI VINCITORI E DELLE LORO OPERE

PAOLO MIELI
Giornalista e storico, negli anni Settanta allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo, è stato giornalista al “Espresso”, poi a “Repubblica” e alla “Stampa”, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il “Corriere della Sera”.
I conti con la storia, Rizzoli 2013
Lo storico ha il compito di trasmettere la memoria, il dovere di ricordare. Quando, invece, è necessario dimenticare? Quando l’oblio diventa una virtù essenziale a ricomporre una comunità? Nell’Atene del V secolo, dopo il regime dei Trenta Tiranni, venne imposto il Patto dell’oblio, che vietava di “rivangare il passato” anche a quei cittadini che avrebbero avuto tutti i titoli per vendicarsi, “anteponendo alle rivalse private la salvezza della città”. Oggi, dopo la fine del Novecento, fare i conti con la nostra memoria condivisa è diventato più che mai necessario. Le pagine di Mieli attraversano oltre due millenni di storia, di storie e di uomini, ma anche di interpretazioni, errori di valutazione e menzogne. Dalla Firenze di Savonarola alla Roma fascista, dall’inquisizione allo schiavismo, da Giuda a Napoleone, l’autore intraprende un viaggio coraggioso e appassionato nella memoria intermittente, con la convinzione che, se saremo capaci di fare i conti con la storia senza preconcetti o pregiudizi, forse saremo in grado di “ritrovare una base comune da cui avventurarci nella ricerca sul passato”. 

JEAN-MICHEL BESNIER
Insegna alla Sorbona e a Sciences Po a Parigi. E’ esperto di nuove tecnologie, di cui studia l’impatto sulla società contemporanea.
L’uomo semplificato, Vita e Pensiero 2013. Titolo originale: L’homme simplifié. Le sindrome de la touche étoile. Traduzione di Davide Frontini.
L’uomo semplificato è l’ultima frontiera della concezione tecnico-scientifica del mondo. Oggi l’ideale di una vita senza complicazioni viene posto nella linearità dei processi e nell’economia delle operazioni tipiche della macchina. L’efficienza è la porta della felicità. Questo non è lo scenario di una fantasia letteraria o la profezia apocalittica di qualche visionario nemico del progresso. E’ il contesto della nostra vita, la banalità del nostro quotidiano. Pensiamo infatti a come la televisione, il computer, i tablet e gli smartphone costituiscano il paesaggio d’oggi, regolando le relazioni con gli altri e il rapporto con il mondo. Ma pensiamo anche alle procedure standardizzate e automatizzate in cui ci imbattiamo ogni volta che cerchiamo di interpellare un gestore telefonico, un ufficio amministrativo, o anche solo un bancomat o il self-service di un distributore di benzina. Il libro del filosofo Jean-Michel Besnier nasce proprio dall’intento di aprirci gli occhi per vedere con chiarezza a cosa rinunciamo quando accettiamo che uno standard tecnologico diventi ciò che ci caratterizza come umani. Le macchine, egli dice, rendono sì semplice la vita (e a volte la salvano), ma al prezzo di livellarla a colpi di algoritmi e di calcoli matematici.

COSTANTINO D’ORAZIO
Storico dell’arte, da vent’anni racconta Roma e i suoi artisti con pubblicazioni, conferenze e mostre. Collabora con vari quotidiani, Rai Radio 3, è ospite fisso di Geo & Geo su Rai 3.
Caravaggio segreto, Sperling & Kupfer 2013
Immorale, assassino, folle. Geniale, profetico, rivoluzionario. Chi era davvero Caravaggio? Sono ancora molti i misteri che circondano la figura sfuggente e controversa di Michelangelo Merisi. D’Orazio fa luce sulle ombre che circondano l’artista, rileggendone i capolavori con stile immediato e accattivante. Un viaggio nel tempo per rivivere le atmosfere dell’epoca e scoprire i seducenti e ingannevoli giochi di prestigio, che il pittore usa per nascondere significati più profondi all’interno delle sue opere.

VITO TETI
E’ ordinario di Etnologia presso l’Università della Calabria, dove dirige il Centro di Antropologie e Letterature del Mediterraneo.
Maledetto Sud, Einaudi 2013
Dirsi o sentirsi di un luogo e insieme dell’Italia non è un’operazione semplice e definitiva. E diventa sempre più complicato nel momento in cui Nord e Sud, quasi come destra e sinistra, perdono gli antichi significati e vanno collocati in un mondo più vasto, globale. Una riflessione, quella sul Sud, che incontra sempre la potenza degli stereotipi, il senso di noi che è stato costruito nei secoli grazie anche a sguardi ostili e miopi. Forse liberarsi dalla “maledizione” di un’identità angusta, spesso inventata (come quella che oppone Nord a Sud) può spingere a trasformare il conflitto in benedizione, il risentimento in riconoscenza, l’auto-assoluzione in consapevolezza dei propri errori.

ARMANDO TORNO
E’ editorialista del “Corriere della Sera”.
Elogio della illusioni, Bompiani 2013
“Viviamo – scrive Armando Torno – di illusioni. Ogni giorno esse ci accompagnano. Appaiono in noi discretamente, aumentando in ogni momento, prendendo forma nelle nostre azioni o nei progetti che senza requie elaboriamo; talvolta si vestono di sogni e ci scortano, tenendo lontani gli incubi durante il sonno. Con esse amiamo e odiamo, la loro fedele presenza ci porta dal pianto al riso, ci induce a credere o a rifiutare qualcosa; e viceversa. Senza di esse la noia o la paura ci assalirebbero. Per ghermirle spendiamo il nostro tempo, l’esistenza che ci è stata donata. Ogni uomo si è illuso o forse è soprattutto un illuso. Da sempre. E continuerà a esserlo”.

GIULIO RAPPOSELLI
Psicoterapeuta e scrittore, nato a Pescara e trasferitosi a Roma. Si interessa di regia e sceneggiatura cinematografica. Ha all’attivo la sceneggiatura inedita “Vietnam 16 luglio”. Ha scritto i romanzi Una certa inclinazione, Raggiungere Venezia, Romanzo civile e la raccolta di racconti Il Giardino Infinito..
Indagine sul sogno. 7 giovani investigatori svelano 28 sogni, Robin Edizioni 2013
Un testo per la comprensione del sogno, intenso e di piacevole lettura. Sette giovani amici, quattro uomini e tre donne, trascorrono un weekend in una villa fuori città, allo scopo di comprendere alcuni loro sogni.

ANNACARLA VALERIANO
Assegnista di ricerca di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Teramo. Le sue attività di ricerca si concentrano sulla storia sociale, sulla storia della psichiatria e sull’impiego delle fonti audiovisive nella storia. Nel 2004 ha contribuito a fondare l’Archivio audiovisivo della memoria abruzzese dell’Università di Teramo.
Ammalò di testa. Storie del manicomio di Teramo (1880-1931), Donzelli 2014
Sul finire dell’Ottocento, in un contesto scandito dalla povertà, dal vagabondaggio e dalle trasgressioni dei costumi, fu aperto a Teramo il manicomio Sant’Antonio Abate, destinato a diventare uno dei più importanti dell’Italia unita. In una ricerca affascinante e documentata, Annacarla Valeriano ripercorre le vicende di questo caso esemplare, analizzando gli scambi reciproci fra l’istituzione medica e la società e mostrando come il processo di medicalizzazione abbia portato alla fondazione di uno “spazio” preposto al controllo, alla gestione e al “recupero” delle fasce marginali. Il manicomio rappresentò anche, per l’Abruzzo, una straordinaria opportunità economica, trasformandosi nella più importante azienda del territorio. Basato su fonti inedite, dagli scritti censurati dei ricoverati alle cartelle cliniche e ai carteggi della direzione medica con soggetti istituzionali, lo studio conferisce spessore e profondità alle vicende di una struttura entrata a far parte dell’identità culturale del territorio, restituendo dignità a uomini e donne dimenticati dalla storia.