VIDEO: Il valore delle processioni tra fede e superstizione

Intervista a Vito Teti.

Tratta da "Vibonews webtg de Il Cristallo"

Onore al sindaco di Locri

Ha avviato una battaglia contro l’assenteismo che vale più di certe insurrezioni di indignazione in difesa di un malinteso senso di calabresità.

di Gian Antonio Stella


Gian Antonio Stella
A quel punto, visto che non lo faceva nessuno, ha preso la scopa e si è messa a pulire il pavimento del cortile l’assessore alla cultura Anna Sofa. E dalla fnestra c’era perfno qualche impiegato che rideva.

Non si fa così. In questa terra dove non c’è lavoro chi ha la fortuna di lavorare per un ente pubblico come il Comune deve sentire il peso della responsabilità».




da Sette del Corriere della Sera del 25/07/2014

Tropea si candida a capitale della letteratura calabrese

Presso la sede dell’Assessorato al Turismo del comune di Tropea, nell’Antico Sedile dei Nobili, la conferenza stampa di presentazione dell’VIII edizione del Premio Letterario “Città di Tropea” ha segnato l’avvio ufficiale di questo rinnovato appuntamento, che da otto anni contribuisce a far coincidere la capitale del turismo calabrese con un centro culturale multiforme di eccellente fattura.

A fare gli onori di casa il sindaco della cittadina tirrenica Giuseppe Rodolico, l’assessore alla Cultura Maria Stella Vinci, il consigliere comunale Caterina Strano, Pasqualino Pandullo, presidente dell’Accademia degli affaticati (associazione ideatrice del Premio), Gilberto Floriani, presidente Sistema Bibliotecario Vibonese, Maria Teresa Marzano, organizzatrice di questa edizione, il giornalista Francesco Barritta per l’Ufficio Stampa.

Cultura, Caligiuri insedia domani il comitato su Saverio Strati

L'Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha convocato l'insediamento del Comitato sulle celebrazioni dello scrittore Saverio Strati per mercoledì 23 luglio 2014 alle ore 10.30 presso la Casa della Cultura "Leonida Repaci" di Palmi. Il presidente del Comitato e' Vito Teti, professore universitario e scrittore. Del Comitato fanno parte gli scrittori Gianni Carteri, Santino Salerno e Palma Comande', i professori Domenico Talia, Antonio Panzarella, Luigi M. Lombardi Satriani, Walter Pedullà, Luigi Tassoni, Giuseppe Neri e Vincenzo Stranieri. Sarà presente anche il Sindaco di Sant'Agata del Bianco Giuseppe Strangio, citta' natale dello scrittore dove nello scorso mese di marzo, poche settimane prima della scomparsa del grande scrittore italiano, è stata inaugurata una casa museo, con una cerimonia organizzata dalla Regione Calabria e dall'Amministrazione comunale che, per l'alta valenza culturale, ha ricevuto la medaglia di riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Inoltre, d'intesa con l'Ufficio Scolastico Regionale, e' stato indetto un concorso nelle scuole su Saverio Strati, al quale hanno aderito venti scuole che nel prossimo anno scolastico coinvolgeranno oltre mille studenti nell'approfondimento delle sue opere.

http://www.zoomsud.it/

VIDEO: Presentazione del Libro "Il patriota e la maestra" di Vito Teti - Parma 13 dicembre 2013


"Il patriota e la Maestra" di Vito Teti
Parma 13 dicembre 2013
c/o Parma Lirica, Via Gorizia, 2


Organizzato dal "Comitato di Promozione Culturale Calabrese, Calabresi di Parma".

www.ciaocalabria.org, info@ciaocalabria.org 
Si Ringrazia Gerardo Russo per le riprese e il montaggio.

Maledetto Sud diventa braille

Il volume presentato dall'Uici a Palazzo Santa Chiara
Il libro del docente del'Unical Vìto Teti accessibile anche a ciechi e ipovedenti


dal "Quotidiano della Calabria" del 16/07/2014

“Maledetto Sud” è stato presentato a Largo Antoniozzi in Corso Telesio

Vito Teti è stato introdotto da Eliodoro Loffreda e Alfonso Bombini.



L’autore ha voluto ricordare il 19enne morto suicida a Cosenza nei giorni scorsi.

Vari i temi trattati durante la presentazione: gli stereotipi e i principali luoghi comuni sulla “razza maledetta”, sulla questione di Oppido Mamertina e la scomunica del Papa alla ‘ndrangheta.

Inchino della Madonna al boss. Carabinieri via. I preti restano

Valerio Dalle Grave
Sulle scandalose vicende di Oppido Mamertina si sono dette e scritte tante cose e si sono pure viste e osservate alla TV e sui vari rotocalchi italiani e non solo.
Qualcuno ha osservato che quel gesto plateale è stata una risposta alla scomunica verso i mafiosi pronunciata da Papa Francesco in occasione della sua visita nel carcere di Castrovillari. Sarà vero, non sarà vero, chi lo può dire?
Quando si ha a che fare con i comportamenti dei mafiosi bisogna aspettarsi di tutto. Dai baciamano agli abbracci affettuosi, dalla generosità pelosa ai colpi di pistola sparati a bruciapelo fino alle stragi come quelle compiute ai danni dei giudici Falcone e Borsellino.
Dalla vicenda di Oppido mi è rimasto impresso un dato. Quando si è capito che la regia della processione avrebbe portato la statua della Madonna ad inchinarsi davanti alla abitazione del boss mafioso, due carabinieri (solo loro) sono usciti dal corteo indignati dal gesto mentre il clero è rimasto al suo posto. Come interpretare quel gesto? Come Accondiscendenza? Pusillanimità? Paura?. Forse un po’ di tutto questo. E la gente comune? Le cronache non dicono molto sulla reazione della gente. I cronisti parlano solo di inchieste di questi e di quelli, di dichiarazioni dei vari personaggi, di prese di posizione delle varie autorità civili ed ecclesiastiche e del Ministro degli Interni Alfano che ha encomiato il gesto dei due carabinieri.
Per tentare di capire queste stranezze legate a quella vicenda, faccio riferimento al libro scritto da un Antropologo, Vito Teti, della Università della Calabria, dal titolo “Maledetto Sud” (Einaudi) che sull’argomento ci aiuta a riflettere su cosa e di cosa stiamo parlando.

Contro il Sud che s’inchina ai “boss” della retorica

Dopo il caso di Oppido Mamertina è sbagliato vietare le processioni e anche nascondersi dietro il vittimismo del Meridione infangato.


di Vito teti
Mi spiace. Non comincio l’articolo affermando che la Calabria e il Sud non sono tutto criminalità, ricordando le bellezze del paesaggio, le virtù e la generosità delle popolazioni calabresi.

Non farò l’«inchino» ai retori della calabresità, della sicilianità, della napoletanità, della meriodionalità (e naturalmente alle tante narrazioni localiste, leghiste, nordiste, sudiste) a quelli che affermano un’identità angusta, ombrosa, rancorosa. Parlerò dell’inchino, e lo farò dopo avere ascoltato telefonate, parole, discorsi e letto mail di centinaia di persone dopo i fatti di Oppido. Ho avuto la sensazione (anche a seguito di un mio articolo apparso su questo giornale) che l’«inchino» (come il comportamento illegale, la corruzione, l’illegalità) abbiano una diffusione più generalizzata e diffusa di quello che adesso si tende a pensare.

L’«inchino» che si è verificato prima a Oppido Mamertina e poi a San Procopio, e che si verifica da decenni in molte manifestazioni religiose e processioni del Sud, è purtroppo una metafora, un simbolo, un emblema dell’intera società, del Sud e dell’Italia. Molti amici e conoscenti, convintamente e non ritualmente anti-’ndrangheta, persone che non hanno esitato a condannare quanto è accaduto, mi hanno ricordato che l’inchino si pratica nei posti di lavoro, nel mondo dello spettacolo, nelle istituzioni, nelle università, naturalmente tra i partiti e i movimenti politici.

Perché il Pd in Calabria non parla di Oppido?

Succede di tutto ma la discussione interna al Pd locale resta centrata sulle correnti. La scissione tra il mondo reale e quello politico sembra evidente.

di Antonio Preiti @apreiti

L’inchino della Madonna (per essere esatti, dei “confratelli” che ne portavano la statua) ha suscitato, com’è naturale, una grande ondata di sdegno e d’incredulità (sia benedetta però, l’incredulità, perché ci ricorda chi siamo e quello che ci aspettiamo dalle cose). Incredulità, perché appena pochi giorni prima il papa, sempre in Calabria, ha scomunicato gli uomini delle associazioni criminose. Su Europa (8 luglio) Vito Teti, antropologo calabrese, scrive: «Tutta la Calabria è, purtroppo, in maniera diversa, una grande Oppido».

È davvero così? E se non è così, cos’è oggi la Calabria?

"Maledetto Sud" in versione braille

Giovanni Barberio - Presidente Uici Vibo Valentia
Sabato 12 luglio
a Palazzo Santa Chiara incontro con Vito Teti


da "Il quotidiano della Calabria" del 11/07/2014 

«Così la mafia si spaccia per sacra e potente»





Teti: «Piaga nota. Ma le parole del Papa hanno già mutato i comportamenti»


A sorprenderlo non è l’"inchino" in sé, «fatto notorio», ma il clamore che questa volta ha suscitato a livello nazionale.

Vito Teti, ordinario di Antropologia culturale all’Università della Calabria, potrebbe snocciolare decine di casi in cui le mafie da sempre tengono ad occupare ruoli di rilievo in processioni che, proprio per la loro sacralità, nulla hanno a che fare con il loro modo di vita.
D’altra parte «la stessa Chiesa a volte ha denunciato l’infiltrazione mafiosa nei suoi riti e sui luoghi di culto»...


di Lucia Bellaspiga, su Avvenire dell'8/07/2014

Tutta la Calabria è come Oppido Mamertina

Il j'accuse di uno dei più importanti intellettuali calabresi: «Per dare speranza alla regione bisogna partire da questa scomoda verità»

C’è una cappa mediatica e un’opa identitaria angusta sulla Calabria. Te ne accorgi quando vai fuori, in Italia e all’estero, e provi un senso di sollievo, misto ad amarezza, nel non leggere (su carta o su tanti siti web) commenti, riflessioni, retoriche identitarie che affossano la nostra regione, ne annullano il senso critico, un vero e problematico, sofferto, sentimento dell’appartenenza, incoraggiano alla lamentela, al rivendicazionismo immotivato, al rifiuto di ogni assunzione di responsabilità.

C’è un cerchio che non è nemmeno magico – non esistono leader autorevoli o progetti consapevoli cui legarsi – ma è soltanto una prigione, una trappola, un sotterraneo senza uscita. È fatto da commentatori, studiosi, giornalisti che, più o meno in buona fede, più o meno consapevolmente, più o meno legati tra di loro, si fanno portavoce di una calabresità pelosa. Siamo in presenza delle piccole vedette dell’identità proclamata, risentita, rancorosa, reattiva, mai propositiva, per qualcosa.

Un Alvaro mai letto

In libreria una raccolta di scritti finora inediti
Da "Il quotidiano della Calabria" del 3 luglio 2014  

Corrado Alvaro - Quel paese in Calabria che non compare su nessuna carta geografica

Il comune di Santa Venere non si legge in nessuna carta geografica:
nessuno si è accorto di lui appisolato com’è sulla
schiena di Aspromonte. Aspromonte è mèta di qualche pellegrinaggio
patriottico ma della sua gloria non dà nemmeno
una piccola parte al comunello pur essendogli generoso
d’ogni cosa necessaria alla vita. I deputati repubblicani che vi passano per raggiungere la mèta dove reciteranno
un bel discorso serban memoria d’un paesuccio dove non c’è carta buona per scrivervi un’orazione
improvvisata e quel che è peggio non c’è treno né automobile e tocca esser ospitati dal parroco
in mancanza di alberghi. Un paesuccio dove la loro venuta fu accolta senza sbandieramenti.
Ebbene: quel paesuccio è Santa Venere.

Da "La Repubblica" del 2 luglio 2014



VIDEO: "Detto Tra Noi" a "...UN POMERIGGIO D'ESTATE IN APPENNINO..." - TRC, 03/07/2014

In occasione dell'iniziativa "...UN POMERIGGIO D'ESTATE IN APPENNINO..." a Pavullo nel Frignano, Pinacoteca Covili (28 giugno 2014) Ivana D'Imporzano intervista il Prof. Vito Teti.


VIDEO: Seminario "Fame di cuccagna. Per una Antropologia del Cibo"

Seminario "Fame di cuccagna. Per una Antropologia del Cibo" con la partecipazione di Carlo Petrini, Piercarlo Grimaldi, Massimo Montanari, Ambrogio Artoni,Marino Niola, Vito Teti, Davide Porporato e presentazione del libro "La Dieta Mediterranea" con la presenza della autrice, Elisabetta Moro.