Il Domenicale di Vito Teti - Il Quotidiano della Calabria



Dalla scorsa domenica sono iniziati i nuovi editoriali de "Il quotidiano della Calabria", con il titolo de "Il quotidiano della Domenica". La prima puntata dei domenicali è dedicata al nuovo libro di Vito Teti "Terra Inquieta"

I due editoriali di questa domenica sono a firma di Dante Maffia - poeta, scrittore e saggista - e di Alberto Gangemi -semiologo ed esperto di media.

Maffia, recensendo il testo di Vito Teti lo definisce come un romanzo della memoria, uno spaccato umano che diventa emblema mostrando lati inediti della Calabria, regione errante, pari come evocazioni solo al "ebreo errante. Regione che vive come disse Alvaro "in fuga da se stessa".

Nel secondo editoriale, Gangemi ricorda che la Calabria non abbia mai smesso di mettersi in cammino, viaggiare per lavoro, per la terra. Andate e ritorni raccontate dai canti, dai pellegrinaggi, le processioni e gli sbarchi.
Gangemi rileva che nel libro la Storia calabrese e del Sud appaiono come un laboratorio di mobilità individuali e collettive, religiose, rituali, mobilità di fatica e di liberazione dove anche l'attesa è movimento intrinseco.


Il nuovo volume di Vito Teti sul rapporto della Calabria che convive con le catastrofi, l'immigrazione sia come partenze che come ritorni. Il volume, edito da Rubettino, è un'analisi antropologica della Calabria con i suoi racconti.

La Calabria è una terra precaria, votata al rinvio delle opere incompiute. Ma il rinvio non è segno di rovina, è il lato ecumenico di questo popolo che nel rimando ad un "poi" imprecisato mette la voglia di fare tutto e star con tutti, senza voler fare "sgarbo" a nessuno.

Di opere incompiute se ne incontrano innumerevoli: dighe mai finite, fabbriche aperte e poi fallite, fiumi incustoditi spesso trasformate in discariche di detriti o spazzature. Le calamità naturali non fanno altro che accentuarne l'incompiutezza anticipandone e riassumendo il destino di una Calabria in fuga.

In poche parole è il racconto di una "Terra Inquieta" non perché in continua mutazione, ma fatta da gente "Inquieta", che questa mutabilità la sentono nel  loro animo.

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