“Re Pepe e il vento magico” alla rassegna culturale soveratese “Destate Emozioni”

Il 7 Agosto scorso, all'interno della rassegna culturale “Destate Emozioni” , è stato presentato il libro “Re Pepe e il vento magico", edito da Donizelli.

Alla serata hanno preso parte l’editore Carmine Donzelli, Bianca Lazzaro, traduttrice e responsabile dell’area narrativa e degli illustrati Donzelli, e Vito Teti, noto professore di Antropologia Culturale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria.

L’incontro culturale è stato aperto da Emanuele Amoruso, consigliere comunale con delega alla Cultura, che ha sottolineato l’entusiasmo trasfuso in questa rassegna, che ospita grandi autori su tematiche letterarie di vario genere. Presenti altresì la libreria "Incontro" in Mondadori di Soverato e l’associazione culturale C.A.O.S., che hanno appoggiato e sostenuto l’iniziativa. 

Dopo l’ascolto tramite terminale di una fiaba che ha creato l’atmosfera magica e sognante, i presenti hanno udito dall’editore e dalla curatrice del testo, la Lazzaro, le motivazioni della scelta editoriale di investire in una pubblicazione che vuol far conoscere le fiabe di Letterio Di Francia, letterato ed etnografo, nato a Palmi nel 1877 da una famiglia di modeste condizioni economiche, laureato alla Scuola Normale di Pisa con una tesi sul novelliere Franco Sacchetti, docente nei licei tra Parma e Torino e poi docente di Letteratura italiana all’Università.

La voce nelle letture fiabesche è quella dell’attrice Daniela Vitale. Vito Teti, dopo aver introdotto la figura del Di Francia, inserendolo in una tradizione demoantropologica alta, ha rammentato Corrado Alvaro e coloro che questi riteneva i massimi esponenti della cultura calabrese: Campanella, Telesio, Padula, Bruzzano. Il professore ha, tra l’altro, evidenziato il percorso dell’esploratore di Calabria, che, dopo essersi allontanato dalla sua terra, vi è ritornato per raccontare quella vivacità e quella ricchezza contenutistica non inferiore in Calabria a nessun posto. L’antropologo si è, altresì, soffermato sulla presenza nella raccolta di fiabe del cibo, tipico di una società agro-pastorale riprodotta nei racconti, e sul bisogno di sogno intercettato dall’editore Donzelli che ha in maniera lungimirante dedicato spazio a questa prestigiosa collana.

Leggi l'articolo originale di Daniela Rabia

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